31 luglio 2010
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  "Che belle ragazze, mica la Bindi..."
Silvio Berlusconi

Uomini e dei

Cos'è il Regno di Dio predicato da Gesù?

Regno di Dio, regno per l'uomo

Interrogato, poi, dai farisei, su quando venga il Regno di Dio, [Gesù] rispose loro e disse: «Non viene il Regno di Dio attraverso l'osservazione. Né diranno: “Ecco(lo) qui, o là!”. Ecco, infatti: il Regno di Dio sta in mezzo a voi» (Luca 17:20-21)

Molte sono le realtà di cui le Scritture ci parlano, anche a più riprese, rispetto alle quali non sappiamo dire precisamente di che cosa si tratti.

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La sfida dell'islam in Italia

L’Islam alla sfida con la democrazia e la modernità

L’Islam è compatibile con la democrazia e con la modernità? E’ possibile scommettere su di un Islam europeo e italiano? Integrazione e libertà religiosa, sono problemi ancora irrisolti nel nostro paese. L’Intesa con le comunità islamiche in Italia tarda ad arrivare. Manca qualsiasi reale politica di integrazione. Un milione e trecentomila immigrati di religione islamica in Italia, di cui la metà sicuramente “praticanti”, non vedono riconosciuto il loro fondamentale diritto di pregare. Quale integrazione è possibile quando domande essenziali come questa non trovano risposta? Sarebbe compito di una politica responsabile e attenta al futuro rispondere e prima che i problemi “esplodano”. Di questo tema caldo si è discusso e in modo approfondito a Bertinoro, al seminario organizzato dalla scuola di politica della fondazione ”Democratica”. Partendo da una esigenza: sgombrare il campo dai tanti luoghi comuni.

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Passato e futuro dell'ateismo

 

 

Passato e futuro dell'ateismo

 

  dialogo con Paolo Ricca


L'origine dell'ateismo è antica quanto l'umanità. Ma ha un futuro?
Gli storici delle culture e in particolare gli etnologi, cioè gli studiosi delle culture dei popoli cosiddetti primitivi (che dovrebbero rispecchiare quello che eravamo ai primordi della nostra storia), sostengono, sulla base dei loro studi, due tesi opposte: secondo alcuni l’uomo iniziale era perfettamente ateo, non possedeva cioè alcuna idea di un qualsiasi mondo divino; secondo altri, invece, l’uomo primitivo, in base all’esperienza del sogno, dell’estasi, della capacità immaginativa e della stessa morte, sarebbe stato fin dall’inizio indotto a concepire l’esistenza di una realtà superiore alla condizione umana, di un “altro mondo”, che non essendo a sua disposizione, avrebbe considerato divino. Questa religione originaria avrebbe addirittura assunto, presso certi popoli come i pigmei, i connotati di un monoteismo.

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Il vescovo scrive ai boss

Il vescovo scrive ai boss: “Non profanate i nostri santuari”

Il vecchio boss lo diceva come se fosse in preghiera, sotto la Madonna: «Il crimine non è di nessuno. E’ di tutti». Magari dopo andavano a pregare davvero, lui e i suoi uomini, con le loro divise da lavoratori della terra, le giacchette celesti, i pantaloni a campana, le mani grosse e ruvide, quelle loro facce da niente che gestiscono miliardi e potere: il giorno della processione c’erano sempre tutti, in coda, dietro alla statua oscillante sopra le spalle dei fedeli, fra le mani protese, le lacrime e i segni della croce. Ma a fare l’organigramma della ‘ndrangheta, poi, si trovavano ogni volta qua sotto, al Santuario della Madonna della Montagna di Polsi, nel cuore dell’Aspromonte, come devoti e padroni. Dispensavano morte e preghiera. «Facciamo le cariche per la Madonna», diceva il capo dei capi, Domenico Oppedisano, 80 anni portati assieme al potere, con i suoi capelli bianchi e le mani piene di calli.

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Così l’etica della Chiesa sta uccidendo il progresso

Laicità. Carlo Bernardini: così l’etica della Chiesa sta uccidendo il progresso

Certo, è anche un grido lacerante di ribellione, quello che Carlo Bernardini, fisico, professore emerito dell’università La Sapienza di Roma, collaboratore storico dell’Unità, ha affidato al libro Incubi diurni, appena pubblicato con Laterza (pagg. 145, euro 14,00) perché gli sia concesso di essere «scienziato e laico, nonostante tutto».
Certo, è anche l’invettiva veemente di un ricercatore che si sente fuori dal coro, come recita la quarta di copertina, che lancia i suoi strali – nitidi, forti – contro le forze di cui si sente oppresso: il Vaticano e la sua invadente dottrina che vogliono mettere le braghe alla sua libertà di ricerca, ma anche contro quel «trogloditismo politico», arraffone e incompetente, che cerca di marginalizzarlo perché interessato a soddisfare i propri interessi immediati (spesso volgarmente materiali) a scapito di quelli delle generazioni future. Ma è, soprattutto, un manifesto alla Bertrand Russell. Un programma laico per una società libera, pacifica e fondata sulla ragione che riprende quello per cui si è battuto il logico e filosofo inglese autore, nel 1957, di Perché non sono cristiano. Il richiamo a Russell non è casuale.

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