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Nuovo sciopero della fame per il leader del Movimento Agricolo Europeo. A darne notizia è lo stesso Morsello con una nota che pubblichiamo integralmente:
I sottoscritti Morsello Martino nato a Marsala il 24/05/1954 e Marrone Vita nata a Marsala il 18/04/1958 residenti in c/da Strasatti 697 - 91025 Marsala (TP), sono stanchi di essere perseguitati per la mancata applicazione della legge fallimentare da parte del tribunale di marsala e specificatamente nella applicazione della L. 102 del 5/02/92, norme concernenti l’attività di acquacoltura. Infatti , con sentenza nr. 17/2003 l’Ittica Mediterranea srl, società di acquacoltura, viene dichiarata fallita solo perché nello statuto sociale dell’azienda era previsto, e in realtà mai attuato, l’esercizio di altre attività differenti dall’acquacoltura. L’attività differente dell’acquacoltura può essere svolta in virtù dell’art 2 della sopracitata legge anche in forma minore. Considerato che a distanza di 5 (cinque) anni i sottoscritti sono stati logorati sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista economico e che persiste una volontà contraria all’applicazione della legge sulla non fallenza delle aziende agricole, con la presente comunicano che inizieranno lo sciopero della fame a partire da oggi 22 ottobre 2008 per sensibilizzare tutte le Istituzioni affinché si adoperino nella corretta applicazione delle legge. Credono ancora nelle istituzioni e nei giudici che sappiano applicare correttamente le leggi e che non si lascino influenzare dalle varie sentenze che recitano a soggetto e confidano che la Corte di Appello di Palermo nell’udienza del 31 ottobre 2008 sappia applicare la legge per come è. Chiedono urgentemente un incontro con il Presidente del Tribunale di Marsala e col Procuratore della Repubblica di Marsala per prendere visione della nota 3511 del 25/09/2008 e della nota 3462 del 23/09/2008 spedita dal Presidente del Tribunale di Marsala al Prefetto di Trapani; e per evidenziare inoltre tutte le denuncie da noi presentate che ancora non trovano risposta. Chiedono altresì un incontro urgente col Procuratore della Repubblica di Caltanissetta.



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