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I cosiddetti “critici” (degli altri e non di sé) sono persone che non producono materiale “proprio” ma si appoggiano a quelli che creano, e ne prendono spunto per criticarli.
È noto come i critici d'arte siano “artisti mancati”, così è anche per i critici letterari, che in realtà sono poeti o scrittori senza contenuti e così via.
È il caso di coloro che hanno contestato il mio articolo sulle villette di Marsala che ho elogiato paragonando la città a Berverly Hills
Essi sostengono che le villette sono abusive e tolgono terreno alla campagna e che la sistemazione delle infrastrutture delle contrade è impossibile, perché sono circa cento e ci vorrebbero cent'anni.Ebbene cari signori sicuramente la finalità con la quale ho scritto l'articolo “Marsala è Beverly Hills” era quella di “volare in alto” e cioè stimolare l'amministrazione comunale (ancora “sorda” e “cieca” in questo campo!) ad occuparsi delle contrade e a formulare un piano di interventi a breve inizio e lungo termine.
È vero che molte villette sono abusive (e in quale città non c'è questo fenomeno? purtroppo!) soprattutto nella zona così detta del “Signorino” ci sono “filari” di case (che non definirei villette”) i cui muri di una sono il confine dell'altra, in strade abusive (e mi chiedo a questo punto com'è organizzato il sistema delle fognature?!), insomma una vera “casba” la cui esistenza sembra essere stata ed essere a tutt'oggi ignorata da politici e amministratori locali, che a mio parere sono diventati “complici” di un palese abusivismo edilizio che peraltro deturpa la meravigliosa costa e impedisce l'accesso libero alla spiaggia.
Perché nessuno prende i provvedimenti su questo fenomeno che peraltro è in espansione?
Comunque non si può fare di tutta l'erba un fascio e bisogna riconoscere che soprattutto nelle contrade di campagna le villette non sono tutte abusive, magari alcune hanno costruito una veranda in più, sanata o da sanare successivamente! La maggior parte delle case sono regolarmente autorizzate, magari non c'è ancora il nuovo Piano regolatore! Ma questo non è un problema del singolo cittadino che chiede l'autorizzazione e la ottiene dall'ufficio per l'urbanistica.
In ogni caso non credo che (come scrivono i signori del blog) l'esistenza delle villette tolga terreno alla campagna. Marsala è una città-territorio proprio per il grande numero e la notevole estensione dei terreni, e nonostante quelli ormai occupati dalle ville, rimangono enormi appezzamenti di terreno, molti dei quali sono incolti e abbandonati, tant'è che alcuni vengono utilizzati come selvaggia discarica.
In merito alla osservazione sul fatto che, sempre secondo i signori del blog, sarebbe impossibile dotare le contrade di infrastrutture funzionali agli abitanti stessi oltre che idonee ad accogliere i turisti, sono convinta che è vero che le contrade sono molte, ma è anche vero che, vivo a Marsala da venti anni, e se l'ufficio tecnico del Comune avesse provveduto ad almeno una contrada l'anno, oggi venti contrade sarebbero vivibili: mi riferisco ai marciapiedi, agli impianti di illuminazione efficienti, smaltimento rifiuti decoroso ecc.
Nulla è impossibile, purché si voglia fare, e concludo con una saggia frase di Wiston Churchill: “È un peccato il non fare niente col pretesto che non possiamo fare tutto”.

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