31 luglio 2010
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Uno "Scec" per risolvere la crisi delle famiglie?

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 Il caro prezzi, prepotentemente intervenuto in seguito all’introduzione della nuova moneta europea, ha determinato una forte riduzione delle capacità d’acquisto dei cittadini salariati italiani, e chiaramente anche della nostra provincia. In questi anni si è assistito ad un progressivo depauperamento di una fascia sempre più amplia della popolazione e delle famiglie d’un tempo, appartenenti alla cosiddetta classe media; un numero significativo di famiglie e di anziani, residenti nella città della nostra provincia, sempre più spesso lamentano difficoltà ad arrivare alla fine del mese.  In effetti, la globalizzazione ha provocato ed è causa, oltre che di nuove opportunità per le imprese, di un pesante depauperamento sociale, delle economie locali e della piccola distribuzione (per es. continuo è lo stillicidio rappresentato dalla cessazione di moltissimi piccoli esercizi commerciali delle nostre piccole città).
In paesi europei (per. Es. in Germania quasi tutti i Land ne sono dotati) ed in Italia sono state avviate positive esperienze con le quali attività pubbliche, esercizi privati e cittadini hanno dato via a convenzioni creando circuiti locali virtuosi dove lo sconto riconosciuto dalle realtà commerciali ai clienti convenzionati ( sconto compreso dal 10 al 20% non oltre) è tramutato in SCEC, “banconote locali” stampate e messe in circolazione, poi utilizzate quale valido titolo di pagamento alternativo accettato dagli esercizi aderenti al circuito medesimo: i Buoni Locali di Solidarietà, come una sorta di moneta parallela del taglio massimo di (uno) Euro, a loro volta sono spendibili in altri negozi convenzionati con il risultato, a circuito sufficientemente sviluppato, di giungere fino alla possibilità di comperare o vendere un bene od un servizio senza spendere denaro contante.
L’attivazione di un sistema che consente che la parte corrente della ricchezza prodotta da un territorio rimanga e sia reinvestita nel medesimo mercato, rappresenta un evidente beneficio per tutti gli attori di quel luogo.
Numerosi vescovi ( es. monsignor Domenico Graziani di Crotone) e numerosi parroci sono oggi impegnati fattivamente nella costruzione di progetti similari in altre aree del Paese.
Anche in Provincia qualcosa si sta muovendo. Una mozione per l'introduzione dei "buoni locali di solidarietà" è stata presentata ad Erice dal Consigliere Comunale Gian Rosario Simonte, Presidente del gruppo consiliare "Per Erice che vogliamo".
tutto ciò premesso,
ai sensi dell’art. 26 del Regolamento del Consiglio Comunale,
Propone
di trattare e approvare la seguente Mozione:

il Consiglio Comunale indirizza il Sindaco e la Giunta comunale a stimolare, attraverso il coinvolgimento di enti religiosi ed istituzioni pubbliche anche inter-comunali e dell’agroericino, delle associazioni e comitati dei cittadini (Acli ecc.) e dei consumatori, dei sindacati d’impresa (Confesercenti, CNA, UPIA, Confartigianato, Confcommercio, Coldiretti, Cia ecc.), di tutte le organizzazioni sindacali dei lavoratori e pensionati, delle attività professionali o di servizio, la C.C.I.A.A. di Trapani, le Federazioni delle Cooperative locali e il sistema creditizio locale, i negozianti, cittadini e la popolazione della città per la creazione di un circuito commerciale locale che produca i seguenti effetti positivi:
- poter fermare i rincari, calmierare i prezzi e tutelare la spesa delle famiglie, soprattutto per i beni
alimentari di prima necessità;
- il permanere della ricchezza nel territorio a beneficio dei consumatori e delle imprese locali;
- l’incremento, a parità delle disponibilità economiche in essere, delle capacità reali di acquisto dei cittadini
e delle famiglie;
- benefici economici significativi per le imprese commerciali locali aderenti al circuito determinato dalla
elevazione e consolidamento dei ricavi generali da una clientela fidelizzata;
- il consolidamento del tessuto commerciale della città e salvaguardia dei piccoli e medi esercizi locali
esistenti;
- il mantenimento in vita di negozi ed uffici nel centro storico cittadino, preservando la qualità della vita
sociale offerta nell’ambito della città storica e consolidata e conseguente difesa del valore del patrimonio
abitativo cittadino.

Erice, lì 19/11/2008 F.to:il Consigliere Comunale
Gian Rosario Simonte


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